Scrittura Efficace

Sappiamo usare il punto e virgola e i due punti?

Sono segni di interpunzione forse ancora sconosciuti ai più, e molti scrittori li utilizzano con timore e meno padronanza del dovuto. Parliamo dei due punti e del punto e virgola. Ma a cosa servono realmente?

Anzitutto definiamoli: “il punto e virgola” rappresenta un segno di interpunzione (purtroppo in disuso), formato dalla congiunzione di un punto e di una virgola posti graficamente in verticale l’uno sopra l’altro. “I due punti” sono graficamente simili: due punti sovrapposti.

Nella lettura questi due segni d’interpunzione possono fare davvero la differenza. Le pause corrispondenti ai due punti o ai punti e virgola sono infatti più brevi di quella del punto fermo, ma più lunga di quella della virgola. L’intervallo dei due punti ha inoltre la caratteristica di donare un significato deittico all’enunciato.

Nei testi letterari spesso questi segni acquistano un senso che va al di là della semplice scansione ritmica e sintattica (come accade invece nei testi di saggistica o nei manuali). Simboleggiano un uso creativo della lingua superiore alle consuete regole grammaticali. Carlo Emilio Gadda, ad esempio, era solito contravvenire alla regola per cui i due punti non si possono ripetere all’interno di una stessa frase (succede in moltissimi passaggi di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana).

Se i due punti servono e vengono utilizzati dagli scrittori per specificare e mettere in correlazione parti di enunciati con contenuti simili, il gioco del punto e virgola è ancora più sottile e profondo.

Grammaticalmente il punto e virgola indica la fine di un concetto espresso nella frase al cui termine si trova lo stesso segno d’interpunzione; tale concetto, però, ha la caratteristica di ricollegarsi all’idea centrale di cui tratta l’intero periodo di riferimento. Questo segno d’interpunzione serve per marcare un confine più netto tra una zona e l’altra della frase. Eppure, possiamo dire, questo confine non è un confine che chiude del tutto la comunicazione fra le parti (come ad esempio fa il punto), è piuttosto un confine che garantisce un ponte di senso fra le parti e il tutto del testo in questione.

Nella sua apparente indefinizione il punto e virgola è il segno d’interpunzione che maggiormente denota la capacità di uno scrittore di creare e sfumare collegamenti. Il vero peccato è che stia andando in disuso anche tra gli addetti ai lavori.

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Bio di Valerio Carbone

Dottore di Ricerca Ph.D. in Filosofia e laureato in Psicologia clinica. Ha collaborato con l'Università degli Studi di Roma Tre e alla rivista accademica Consecutio Temporum. Diplomato al C.e.t. come autore di testi musicali, nel 2012 ha prodotto in collaborazione con lo studio SoundMakers e l'etichetta indipendente SubTerra il disco di canzoni inedite Wittgenstein-Haus. È ideatore del personaggio Fruitore Di Nonsense , protagonista di serate d'intrattenimento culturale, racconti e "stati mentali". Cofondatore nel 2010 di Edizioni Haiku, nel cui catalogo ha pubblicato il racconto d'avanguardia "La confusione chiara" (2010) tradotto anche in francese, spagnolo, portoghese e inglese, la silloge "Lode a Mishima e a Majakovskij" (2011, insieme a Flavio Carlini) e soprattutto "Il mercante d'acqua" (2015), romanzo di formazione di ambientazione distopica sci-fi che gli vale numerosi riconoscimenti a livello nazionale. È stato cofondatore e collaboratore della web-magazine b-Hop nel 2014. Dopo una serie di eventi teatrali, ha pubblicato nel 2017 la raccolta poetica "Ordalia. Trentatré liriche di rinascita" (Prospero Editore) e l'antologia di racconti "Il fantastico mondo di Fruitore Di Nonsense" (Edizioni Efesto). Ha partecipato e organizzato diverse iniziative di reading pubblici in tutta Italia. È stato membro del collettivo poetico A.s.m.a.

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