Personaggi, Scrittura creativa, Scrittura Efficace, tecniche

Gli errori più comuni nel raccontare una storia (e come evitarli)

Durante gli ultimi dieci anni, immerso nell’oceano dell’editoria, ho divorato decine e decine di manoscritti di autori emergenti, a volte tirando fuori delle perle interessanti, a volte leggendo e rileggendo stereotipi e banalità.

Tra gli errori comuni di un autore emergente esistono alcune descrizioni, situazioni e archetipi capaci di deflagrare la sospensione dell’incredulità del lettore e quindi minare la tenuta stessa della nostra storia.

In questo articolo vediamo alcuni di questi errori comuni e il modo più semplice per correggerli ed evitarli.

1. Un mondo ordinario perfetto

La situazione iniziare presenta un improbabile mondo felice. Molto spesso gli autori ritengono che il conflitto e la “rottura della quiete” motore di ogni storia corrisponda alla rottura di un mondo ideale dove tutti sono felici e non esistono problemi. Tale pianeta è così lontano dal nostro da impedire ogni tipo di immedesimazione nel lettore e – quando il conflitto arriva – non ci spinge a interessarci al destino degli abitanti di gioialandia.

Inoltre un buon conflitto, per essere coerente, dovrebbe già essere presente in nuce nel mondo iniziale.

Nessuno è mai perfettamente felice e completo, neanche in uno stato di quiete, teniamolo a mente quando scriviamo il nostro mondo ordinario, o situazione di partenza. Manteniamo il nostro patto narrativo e diamo materiale al lettore per immedesimarsi in personaggi e situazioni, o almeno per appassionarsi.

Creiamo un mondo tridimensionale ambientato da personaggi tridimensionali.

2. Assenza di rischio

Ogni buona storia si regge sul conflitto, ogni buon conflitto si regge sul rischio. Il rischio più appassionante è quello in cui la sconfitta è totale e si identifica con la morte fisica, la fine dei propri sogni, delle ambizioni, aspirazioni o status sociali. Il gioco d’azzardo si nutre di situazioni “tutto o niente”, il conflitto narrativo funziona allo stesso modo.

Un errore comune in cui si incappa ? quello di creare situazioni di conflitto e problemi-matrice in cui il “perdere tutto” non è una possibilità reale o logica.

Abbiamo fatto tanta fatica per creare personaggi tridimensionali, ? ora il momento che facciano loro fatica per cavarsi dai guai, no?

3. I dialoghi. Dannazione, i dialoghi!

I dialoghi rappresentano la parte tecnicamente più veloce di una storia, riempiono il nostro lavoro di pagine che il lettore attraversa rapidamente, eppure sono le sezioni più memorabili.

Sempre che i dialoghi siano scritti bene.

Riempiamo i nostri dialoghi di tensione, conflitto (sì, pure qui!), creiamo scambi di battute densi e soprattutto realistici. Consideriamo la nostra ambientazione, il tempo, il luogo, i personaggi e facciamoli parlare come parlerebbero. Due sicari della mafia che si incontrano in un porto malfamato di Marsiglia difficilmente parleranno come i personaggi di una soap opera sudamericana (con tutto il rispetto). Teniamolo a mente sempre.

Inoltre, teniamo sempre conto che nella realtà molto raramente qualcuno si esprime e dialoga ricorrendo a monologhi shakespeariani. Quindi, a meno che non siamo Shakespeare (cosa che tendo a escludere per esigenze di realismo) manteniamo le nostre linee di dialogo concise e dense. Proprio come facciamo nella realtà quando parliamo con le persone che abbiamo attorno.

E se siamo stati tanto bravi da scrivere personaggi tridimensionali, il loro modo di parlare esprimerà molte loro caratteristiche. Se ogni personaggio parla allo stesso modo rendiamoci conto che qualcosa non quadra.

4. Prevedibilità

Generalmente il lettore non deve sapere cosa succederà, avete presente tutti coloro che si strappano i capelli al solo sentire la parola spoiler? Ecco, la loro passione per un’opera sarebbe fatalmente rovinata se l’autore avesse inserito troppi indizi sugli ostacoli lungo la via. I dettagli dei vari conflitti che i personaggi si trovano ad affrontare devono sempre mantenere un alone di mistero, in ogni sequenza dobbiamo fare attenzione a non dire troppo se non vogliamo dare spoiler ai nostri stessi lettori che a quel punto, invece di strapparsi i capelli, sbadiglieranno e chiuderanno il libro per passare ad altro.

Evitiamo i cliché che sono, per definizione, roba già vista. Nonostante la carenza di lettori in Italia è probabile che chi legge la nostra storia abbia già letto qualcosa in passato (o magari visto vagonate di film e serie), quindi non rifiliamo cose già viste, onde evitare il già citato sbadiglio.

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Bio di Flavio Carlini

Scrittore itinerante, consulente editoriale, insegnante di scrittura creativa e podcaster. Dopo la laurea in Filosofia Politica con una tesi sul multiculturalismo, ho iniziato a lavorare come sceneggiatore e video-maker, senza mai tralasciare la passione per la narrativa. Collaboro con diverse riviste e web-magazines, tra le tante attivit? spicca il progetto Scrittura Efficace (scritturaefficace.com) dedicato agli autori emergenti e esordienti di cui cura molti contenuti, in particolare il podcast. Scrivo inoltre una newsletter settimanale che raccoglie commenti e spunti di riflessioni su temi d'attualit? o cultura nell'ambito del progetto Pensiero a Margine (https://pmargine.substack.com/subscribe).

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