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Dialoghi di qualità. Quali accorgimenti per i nostri personaggi?

Qual è la funzione di un dialogo efficace?

Scrivere dialoghi efficaci fa la differenza per il nostro racconto o il nostro romanzo.

Nessuna paura se ancora abbiamo delle difficoltà, perché scrivere dialoghi di qualità è davvero tra le cose più difficili per ogni narratore. Il fatto è che nella vita reale, nella nostra vita di tutti i giorni, utilizziamo le parole in un modo differente poiché molto del nostro messaggio è veicolato dalla comunicazione non verbale. Sulla pagina scritta questa cosa, però, non è possibile. Un buon dialogo letterario vive infatti del paradosso di dovere essere una finzione, una fiction: rispondere cioè alla verosimiglianza della situazione. Abbiamo studiato e approfondito questo punto nelle pagine relative della nostra Agenda dello Scrittore, dove parliamo della “fisionomia” del dialogo efficace.

In un romanzo o in un racconto, il dialogo occorre però per assolvere alcune funzioni. Tra le quali:

1) portare avanti la nostra trama o fornire alcune caratteristiche della nostra storia;

2) rivelare un conflitto interno o esterno del personaggio;

3) svelare le caratteristiche o lo stato d?animo di chi parla.

Il dialogo è anche direttamente coinvolto nel ritmo della narrazione: lo fa accelerare rispetto alle descrizioni o alle introspezioni, e lo fa rallentare rispetto al una scena d’azione (così come spieghiamo in questo video). Per costruire un dialogo efficace, dunque, occorre tener conto delle regole “non scritte” della comunicazione: l’importanza dei silenzi, dei sottotesti, delle contraddizioni fra ciò che si vorrebbe dire e di ciò che invece si dice.

Per questo, uno degli errori più comuni (ma anche più distruttivi) che finiamo per ritrovare nei dialoghi degli autori meno esperti ed esordienti è quello di spiegare troppo un retroscena, oppure quello di dare informazioni della trama o della storia ovvie o comunque mostrabili altrimenti.

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Bio di Valerio Carbone

Dottore di Ricerca Ph.D. in Filosofia e laureato in Psicologia clinica. Ha collaborato con l'Università degli Studi di Roma Tre e alla rivista accademica Consecutio Temporum. Diplomato al C.e.t. come autore di testi musicali, nel 2012 ha prodotto in collaborazione con lo studio SoundMakers e l'etichetta indipendente SubTerra il disco di canzoni inedite Wittgenstein-Haus. È ideatore del personaggio Fruitore Di Nonsense , protagonista di serate d'intrattenimento culturale, racconti e "stati mentali". Cofondatore nel 2010 di Edizioni Haiku, nel cui catalogo ha pubblicato il racconto d'avanguardia "La confusione chiara" (2010) tradotto anche in francese, spagnolo, portoghese e inglese, la silloge "Lode a Mishima e a Majakovskij" (2011, insieme a Flavio Carlini) e soprattutto "Il mercante d'acqua" (2015), romanzo di formazione di ambientazione distopica sci-fi che gli vale numerosi riconoscimenti a livello nazionale. È stato cofondatore e collaboratore della web-magazine b-Hop nel 2014. Dopo una serie di eventi teatrali, ha pubblicato nel 2017 la raccolta poetica "Ordalia. Trentatré liriche di rinascita" (Prospero Editore) e l'antologia di racconti "Il fantastico mondo di Fruitore Di Nonsense" (Edizioni Efesto). Ha partecipato e organizzato diverse iniziative di reading pubblici in tutta Italia. È stato membro del collettivo poetico A.s.m.a.

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